interview video and updates
video of yesterday’s interview and read on for more on what he said about the Nazionale. He certainly misses playing for the Azzurri but he believes giving up the Nazionale will help him play longer in Milan. I’ll translate it later.
Nesta: A volte ho nostalgia della Nazionale…
Dopo aver chiuso con l’azzurro, confessa la voglia di tornare:Ma non posso, altrimenti accorcio la carriera
E sul Mondiale per club ha sensazioni positive:Rispetto al 2003tutto molto piorganizzatoIl Boca ha meno qualitrispetto a noi ma specula sui suoi avversari. Il Milan sa come si fa a vincere.
YOKOHAMA – Tutto bene quel che inizia bene. Potrebbe essere questa la massima che riassume i primi giorni di lavoro qui a Yokohama di Ancelotti e dei suoi giocatori. Alessandro Nesta non ha dubbi. Confidandosi ai microfoni di Mediaset ha raccontato le sue impressioni: Ci sono concrete e sostanziali differenze fra la spedizione del 2003 e quella di quest’anno. L’organizzazionestata picurata, accurata, efficiente. Sotto tutti i punti di vista. La settimana d’anticipo con la quale ci siamo presentati qui in Giappone rispetto alla prima partita in programma, sta avendo effetti molto positivi per quanto riguarda l’assorbimento del fuso orario.
L’operazione-Yokohamastata definita in tutti i dettagli, anche i pipiccoli, come ha confermato il difensore:
Ad esempio va decisamente meglio rispetto al 2003 anche la situazione dei trasferimenti dal nostro albergo al campo di allenamento. Siamo passati dall’ora abbondante a una manciata di minuti. La riduzione del tempo trascorso in pullmanstata almeno dell’ottanta per cento.
FAVORITI – Il Boca Juniors sicuramente, insieme al Milan, l’avversario che ha piqualit. Nesta conosce bene i sudamericani e sa come affrontarli:
Si tratta della solita squadra argentina. Ha meno qualitdi noi ma specula molto sull’avversario. Si chiude molto in difesa e cerca di condurre la partita fino al termine, correndo il minor numero di rischi possibile . Il Milan pronto,all’altezza di questa impresa? La squadra rossonera puriportare il titolo di campione del mondo nella bacheca di via Turati?
Direi proprio di s. Noi siamo sempre i soliti. In questo tipo di manifestazione possiamo vantare l’esperienza e la tranquillitdi chi consapevole di cosa bisogna fare. Siamo nelle migliori condizioni possibili per poter puntare a questo trofeo .
Fra i milanisti pimotivati verso la riconquista del Mondiale per club c’Paolo Maldini. Da sempre il capitano rossonero stato un punto di riferimento anche per Nesta: Paolo ha grande carisma, anche perchparla sempre poco. Quando ti comporti cos, tutti ti ascoltano di pi.
ITALIA – A Nesta vanno sicuramente riconosciute molte doti. Una di queste la chiarezza che alimenta la linearit dei suoi atteggiamenti, anche fuori dal campo. Eppure l’ex-laziale ha nostalgia della maglia azzurra che ha abbandonato alla fine dei Mondiali del 2006 per potersi dedicare a tempo pieno al Milan. Confesso che ci sono certe volte in cui mi sento un po’ male pensando alla Nazionale – ha rivelato Nesta – soprattutto quando ho visto ancora la Francia uscire per il sorteggio della fase finale di Euro 2008. Mi sono venute delle voglie… Ma non c’altra via d’uscita rispetto alla mia scelta originaria: solo cos, puntando sulla mia squadra di club, ho la possibilit di giocare qualche anno ancora. Altrimenti avrei smesso presto.
Nesta, rigurgiti d’azzurro: «Mi manca»
YOKOHAMA. In questi giorni si spreca l’ironia sulle dotte dissertazioni riguardanti il modo di smaltire il jet-lag e sull’endocrinologo al seguito della squadra. Senonché Nesta ha spiegato che stavolta davvero non è come l’ultima: «Nella nostra organizzazione ci sono molte differenze rispetto al 2003. E’ migliorato il programma per l’assorbimento del fuso differente e persino l’aspetto logistico: il tempo per gli spostamenti dall’hotel al campo d’allenamento s’è ridotto dell’ 80 per cento. Ora in 10 minuti ci si arriva, 4 anni fa ci voleva un’ora». Nesta sta vivendo una delle sue migliori stagioni al Milan, sotto il profilo della continuità e delle prestazioni. Ha ammesso, però, rigurgiti azzurri: « Ogni volta che guardo la Nazionale, mi sento un po’ male. E quando ho visto il sorteggio degli Europei, con la Francia sulla nostra strada, mi sono venute certe voglie… Ma sono altrettanto consapevole del fatto che, se non avessi preso la decisione di lasciare l’Italia, avrei smesso presto di giocare. Così, posso continuare ancora qualche anno».
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