Sandro Nesta's interview with Sky

The line-ups are up: 1 Dida 8 Gattuso 9 Inzaghi 10 Seedorf 13 Nesta 18 Jankulovski 21 Pirlo 22 Kak 23 Ambrosini 25 Bonera 44 Oddo
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I am very busy today (and there is a game to follow) so I’ll first post the Italian version without translation. Hopefully there will be translation from somewhere otherwise I’ll translate it later.

from SkySports:

“Lotito? Diceva che ero cotto”

ESCLUSIVA SKY: Nesta si sfoga: meglio non parlare di lui. Il Milan? Chiuderò qui la mia carriera

Nesta tra Milan e Lazio – Giocare contro il proprio passato. Non è certo la prima volta che Alessandro Nesta affronta da avversario la Lazio, ma a situazioni del genere è difficile abituarsi, soprattutto quando in una squadra, quella biancoceleste appunto, si è militato per ben 17 stagioni (giovanili comprese). Nesta e la Lazio si ritroveranno nuovamente nel prossimo turno di campionato. Anche di questo il difensore rossonero ha parlato in esclusiva ai microfoni di SKY Sport, nel corso della rubrica “Il rosso e il nero” *.

Nesta e la Lazio – “Ormai è tanto tempo che ci gioco contro. Fa sempre piacere tornare a Roma, giocare contro la Lazio, in quello stadio. Ho tanti ricordi, perciò ogni volta che la affronto si riaccende qualcosa”.

La Lazio di oggi e la Lazio di Nesta – “E’ una squadra diversa da quella in cui ho giocato. Qui ci sono dei buonissimi giocatori, molto più operai, che seguono l’allenatore tatticamente, che fanno del collettivo l’arma migliore. La Lazio in cui giocavo io era piena di grandi nomi, di gente che tatticamente faceva come gli pareva. Però era una grande squadra la mia”.

Su Claudio Lotito – “E’ meglio che non dica niente su di lui. Ho avuto qualche problema quando si diceva che dovevo tornare a Roma, lui elegantemente ha detto che non prendeva giocatori cotti. Magari se la poteva risparmiare questa parola e dire solo che non gli interessavo. E comunque ognuno ha il proprio stile e il proprio modo di fare”.

A fine carriera…- “Finirò qui la mia carriera. Finirò quando scadrà il contratto, poi tornerò a casa e farò la mia vita”.

Nesta e Milano – “Dopo i primi sei mesi mi sono ambientato e adesso sto bene. E’ una città che ti lascia molto vivere, c’è tutto e per il calcio credo sia la numero uno in Italia. E poi fuori dal campo non hai stress, puoi girare tranquillamente. Milanese? No, ognuno è cresciuto dove è cresciuto, ancora parlo romano, perciò sono romano”.

Nesta e Roma – “Quando arrivano le belle giornate, puoi andare al mare a Roma. Puoi stare con la famiglia, a pranzo da mia madre o dal mio amico. E’ quello che mi manca, gli affetti. Poi Roma è la città dove sono nato, e qualsiasi persona quando viene tolta dal posto in cui è nato, va un po’ in crisi”.

Nesta papà- “Ancora non lo so, perché adesso è talmente piccola mia figlia, adesso è facile. I problemi verranno quando inizierà a parlare e dovrò spiegarle delle cose. Speriamo di essere all’altezza. Dalla mattina, appena la vedo, mi cambia la giornata. Se hai l’umore un po’ storto, la vedi e cambi, come quando hai perso una partita e torni a casa. E poi è uno stimolo in più per far bene, per dare il meglio nel tuo lavoro”.

Rimpianti – “Tutti hanno dei rimpianti. Io ho il rimpianto dei Mondiali, dove mi sono fatto male. L’avevo capito, me lo sentivo che se non avessimo vinto, ci saremmo comunque andati vicini. Quello è un grosso rimpianto”.

Ti senti campione del mondo? – “In parte sì. Più passa il tempo, più mi ci sento. Lì per lì dicevo no, non c’entro niente, non giocavo. Poi però penso che ho fatto tutta la qualificazione e due partite al Mondiale. Fra tre o quattro anni mi ci sentirò veramente. Durante il campionato non mi sono mai risparmiato, ho giocato sempre. E quando arrivi a fine stagione con 60 partite nelle gambe, con infortuni importanti alle spalle, magari non sei al top. Poi partecipi a un Mondiale e rischi che ti capiti di nuovo qualcosa. Se vai in Nazionale e giochi male o ti infortuni un’altra volta, tutti dicono: ‘Perché non resta a casa?’. Insomma, non va mai bene. Io ho preso una decisione e ho fatto una scelta per me. Per generosità, a volte mi sono fatto male più di quanto me ne potevo fare. Sono arrivato a un punto in cui dovevo decidere per la mia salute. Ho avuto tanti problemi. Devo pensare a me stesso e giocare il più possibile ad alto livello. Altrimenti smetto, e me ne sto a casa”.

I compagni della Nazionale – “Con loro c’è un bellissimo rapporto, abbiamo passato momenti bellissimi, ma anche brutti. Perciò Cannavaro, Buffon, Zambrotta e tutti gli altri, li ricorderò sempre con grande piacere, perché ho avuto la fortuna di giocarci insieme, perché sono giocatori straordinari e persone spettacolari”.

Il Mondiale per club – “A dicembre abbiamo quest’appuntamento a Tokyo, uno dei più importanti che mi sono rimasti, a me come ai miei compagni, nella carriera. Abbiamo vinto molto, ma questa Intercontinentale ancora non è in bacheca, dobbiamo portarla a casa, poi diventa davvero una bacheca di qualità”.

Il Milan e lo Scudetto- “E’ dura, ma siamo ancora a pochi punti. Dobbiamo ripartire, siamo una squadra che con l’entusiasmo si lancia e prende il via. Speriamo che i risultati arrivino presto e di poter partire finalmente. Con le piccole facciamo fatica, perché si chiudono tutte dietro, e noi come caratteristiche non abbiamo giocatori di peso. Non possiamo buttare la palla dentro e cercare nella mischia. Quando vengono a Milano, si mettono in undici dentro la loro tre quarti e per noi è difficile. Dovremmo trovare qualche metodo nuovo, qualche alternativa per stanarli. Per far risultato anche con loro, altrimenti lo scudetto non lo puoi vincere”.

Posted on Oct 3 by forza

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