Sandro Nesta's interview with Sky (2)

The show was on TV on Wednesday so there are more detailed reports now. I am still very busy and frustrated by yesterday’s stupid game…I don’t know when I will translate it :( I’ve been sloppy on picture and news too. Sorry about it.

from il Messaggero

Nesta: io, Lotito, e la mia città

ROMA (4 ottobre) – Domenica Lazio-Milan. La partita del cuore di Alessandro Nesta. Il difensore si è confessato a «Il rosso e il nero», la rubrica di Sky dedicata al Milan, in onda tutti i giovedì alle 18.30 su Sky Sport 1. Non parlando di Lotito («Meglio che non dica niente») e raccontando invece tutto sulla sua ex squadra, su Roma, sull’idea di chiudere la carriera in biancoceleste, ma anche sulla Nazionale e sul Milan. Ecco uno stralcio dell’intervista Nesta e la Lazio.

«Ormai è tanto tempo che ci gioco contro, ho detto che fa sempre piacere tornare a Roma, giocare contro la Lazio, in quello stadio. Ho tanti ricordi, perciò ogni volta che la affronto si riaccende qualcosa».

Questa Lazio, ha ancora qualcosa della tua Lazio?

«No. È una squadra diversa. Qui ci sono dei buonissimi giocatori, molto più operai, che seguono l’allenatore tatticamente, che fanno del collettivo l’arma migliore. La Lazio in cui giocavo io era piena di grandi nomi, di gente che tatticamente faceva come gli pareva, però era una grande squadra».

Da tifoso, cosa pensi di Lotito?

«Non dico niente. È meglio che non dica niente. Ho avuto qualche problema quando si diceva che dovevo tornare a Roma, lui elegantemente ha detto che non prendeva giocatori cotti. Magari se la poteva risparmiare questa parola e dire solo che non gli interessavo. E comunque ognuno ha il proprio stile e il proprio modo di fare».

A fine carriera resti dell’idea di tornare alla Lazio, o la finisci al Milan?

«Io finisco qui, finirò quando finisce il contratto, poi tornerò a casa e farò la mia vita».

Nesta e Milano

«Dopo i primi sei mesi mi sono ambientato e adesso sto bene. È una città che ti lascia molto vivere, c‘è tutto e per il calcio credo sia la numero uno in Italia. E poi fuori dal campo non hai stress, puoi girare tranquillamente».

Si può dire che un pochino sei diventato milanese?

«No. Ognuno è cresciuto dove è cresciuto, ancora parlo romano, perciò sono romano».

Nesta e Roma

«Quando arrivano le belle giornate, puoi andare al mare a Roma. Puoi stare con la famiglia, a pranzo da mia madre o dal mio amico. È quello che mi manca, gli affetti. Poi Roma è la città dove sono nato, e qualsiasi persona quando viene tolta dal posto in cui è nato, va un pò in crisi».

Se dovessi segnare alla Lazio, esulteresti?

«Non lo so, bisogna vedere lì per lì come mi sento. Vedremo. Ma tanto non succede».

Qualche rimpianto?

«Tutti hanno dei rimpianti. Io ho il rimpianto dei Mondiali, dove mi sono fatto male. L’avevo capito, me lo sentivo che se non avessimo vinto, ci saremmo comunque andati vicini. Quello è un grosso rimpianto».

Ti senti campione del mondo?

«In parte sì. Più passa il tempo, più mi ci sento. Lì per lì dicevo no, non c’entro niente, non giocavo, poi però penso che ho fatto tutta la qualificazione, due partite al Mondiale. Fra tre o quattro anni penso che mi ci sentirò veramente. Adesso ancora, non proprio».

Secondo te cosa non è andato bene nel tuo rapporto con la Nazionale, perché sei sempre stato sfortunato con quella maglia addosso.

«Durante il campionato forse non mi sono mai risparmiato, ho giocato tutte le partite e quindi arrivi a fine stagione che hai giocato 60 partite e, avendo già avuto infortuni importanti, magari sei già predisposto e arrivi ad un Mondiale rischiando che ti succeda qualcosa. Se vai in Nazionale e giochi male o ti fai male un’altra volta, tutti dicono: perché questo non resta a casa?. Tanto non va mai bene. Io ho preso una decisione e ho fatto una scelta per me, perché per generosità a volte mi sono fatto male più di quanto me ne potevo fare. Sono arrivato a un punto in cui dovevo decidere per la mia salute. Ho avuto tanti problemi, quindi, basta. Devo pensare a me stesso e giocare il più possibile ad alto livello. Altrimenti smetto, e me ne sto a casa».

A quel punto cosa ti mancherebbe?

«Qualche scudetto: ne ho vinti soltanto due nella mia carriera. Qualche scudetto in più sarebbe buono».

Allo scudetto ci credete?

«È dura, ma siamo ancora a pochi punti. Dobbiamo ripartire, siamo una squadra che con l’entusiasmo si lancia e prende il via. Speriamo che i risultati arrivino presto e di poter partire finalmente. Con le piccole facciamo fatica, perché si chiudono tutte dietro, e noi come caratteristiche non abbiamo giocatori di peso. Non possiamo buttare la palla dentro e cercare nella mischia. Quando vengono a Milano, si mettono in undici dentro la loro tre quarti e per noi è difficile. Dovremmo trovare qualche metodo nuovo, qualche alternativa per stanarli. Per far risultato anche con loro, altrimenti lo scudetto non lo puoi vincere».

Il sogno di Nesta

«Essere felice e basta. Dal calcio ho avuto tanto, non voglio chiedere altre cose, perciò spero di essere felice nella vita privata».

Posted on Oct 4 by forza

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